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3 days ago
Damiano Coletta

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che il centrodestra è come una ragazza seria, con le gonne più lunghe. Affidabile. Non come quella appariscente che ti tradisce.

Meloni ha minimizzato: «gli è uscita male».

No. Non è uscita male. È uscita esattamente come era nella testa di chi l’ha detta. Le parole non tradiscono i pensieri per caso.

Il ministro degli Esteri italiano, nel 2026, usa le donne come metafora della stabilità politica. Le divide in serie e appariscenti, le misura dalla lunghezza della gonna, le valuta in base all’affidabilità come mogli e madri. Non in un bar, non in una conversazione privata: dal palco di un evento pubblico.

È un segnale culturale. Ed è grave.

Perché non è una gaffe isolata. È l’ennesima tessera di un mosaico che si sta componendo da mesi: la rincorsa a posizioni che Vannacci ha reso presentabili, una regressione culturale che avanza con la scusa di parlare alla pancia del paese. Prima Vannacci in Parlamento europeo con la Lega, ora il segretario di Forza Italia che parla di gonne lunghe dal palco. Si chiama contagio. E avanza.

Ci sarebbe anche un’ironia della storia. Forza Italia porta ancora nel simbolo il nome di Silvio Berlusconi un uomo la cui vicenda personale e pubblica non è esattamente associata al concetto di sobrietà nei confronti delle donne. Mi chiedo se certe sortite Tajani le avrebbe fatte anche ai tempi del Cavaliere. O se allora il registro era un po’ diverso.

La premier Meloni dice che gli è uscita male. Le chiedo: cosa sarebbe invece «uscita bene»? Quale versione di quella frase avrebbe trovato accettabile?

Le donne non sono metafore. Non sono esempi. Non si misurano dalla gonna né dall’affidabilità matrimoniale. Sono persone.
Ed è il 2026.
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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che il centrodestra è come una ragazza seria, con le gonne più lunghe. Affidabile. Non come quella appariscente che ti tradisce.

Meloni ha minimizzato: «gli è uscita male».

No. Non è uscita male. È uscita esattamente come era nella testa di chi l’ha detta. Le parole non tradiscono i pensieri per caso.

Il ministro degli Esteri italiano, nel 2026, usa le donne come metafora della stabilità politica. Le divide in serie e appariscenti, le misura dalla lunghezza della gonna, le valuta in base all’affidabilità come mogli e madri. Non in un bar, non in una conversazione privata: dal palco di un evento pubblico.

È un segnale culturale. Ed è grave.

Perché non è una gaffe isolata. È l’ennesima tessera di un mosaico che si sta componendo da mesi: la rincorsa a posizioni che Vannacci ha reso presentabili, una regressione culturale che avanza con la scusa di parlare alla pancia del paese. Prima Vannacci in Parlamento europeo con la Lega, ora il segretario di Forza Italia che parla di gonne lunghe dal palco. Si chiama contagio. E avanza.

Ci sarebbe anche un’ironia della storia. Forza Italia porta ancora nel simbolo il nome di Silvio Berlusconi  un uomo la cui vicenda personale e pubblica non è esattamente associata al concetto di sobrietà nei confronti delle donne. Mi chiedo se certe sortite Tajani le avrebbe fatte anche ai tempi del Cavaliere. O se allora il registro era un po’ diverso.

La premier Meloni dice che gli è uscita male. Le chiedo: cosa sarebbe invece «uscita bene»? Quale versione di quella frase avrebbe trovato accettabile?

Le donne non sono metafore. Non sono esempi. Non si misurano dalla gonna né dall’affidabilità matrimoniale. Sono persone. 
Ed è il 2026.

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Ergo le donne di sinistra, per illogica tajaniana, che vestono le gonne corte, hanno avuto qualche fidanzato in più, magari lavorano pure (e non solo in casa e per la casa) sono inaffidabili. Ma a questi quando è che li facciamo internare?

Quello che ha detto Tajani è gravissimo, ma la sinistra deve prendere la stessa posizione sull'islamismo

Sto deficente riesce a farmi rivalutare il suo predecessore, che almeno aveva una testa

Ridicolo...ma tanto non si dimette

Si è dimenticato che è l'erede di qualcuno che faceva il Bunga Bunga

Così come i bambini/e a scuola ... esistono i BAMBINI senza differenze. Poveri noi come siamo ridotti 🤦😡

Ma il presidente della repubblica a sentito ste parole......l'italia con sti pagliacci sta finendo

Un poveretto

Bravo damiano

Demenza senile

Mai la.poliyica e' scesa cosi 8n basso....Nella politica ci vuole moralita' rigore e buon senso..... e' una istituzione!!! Almeno dovrebbe esserlo

Ho letto tutti i post che comnentavano l'uscita di Tajani perché ognuno lo ha analizzato in modo personale ma sempre appropriato. Commento anch'io dicendo qualcosa di personale: non ho mai visto lo sguardo di Tajani così sveglio, diversamente dalle altre interviste, è evidente che sono questi i discorsi che padroneggia!

Questo è quello che siete voi politici, usate situazioni e persone a vostro comodo e piacimento,e lo fate tutti sottolineo tutti

Invece sono curiosa di sentire i consigli per noi donne dal presidente su chi sposare per andare sul sicuro e non essere vittime di femminicidio!!!🤦🏽‍♀️

Un modo perfetto per riempirsi di sfottò appropriati

D'accordo con lei in tutto Coletta👍

I toni e così anche le metafore della Meloni e di Tajiani sono discutibili ; il ministro con I suoi toni pacati ma senza idee e fatti concreti in politica , lei che ha solo toni forti ma che è solo la metafora umana di un brutto periodo storico, nel quale gli umanoidi e le umanoidi comandano , mentre gli umani hanno perso il controllo inseguendo i le loro meschine carriere , o i litigi magari anche solo con se stessi o con le persone delle loro vite .Tempi duri , gente pessima , c' è bisogno di un evento metafisico per tutti e tutte , spero che trovi la sua gonna lui e la sua vera voce lei, e gli altri trovino qualcuno / una che ci guidi magari verso metafore o toni migliori , o che saprà intercettare un cambiamento , che potrà essere solo immateriale magari politico constatando il pessimo stato attuale delle metafore e dei pessimi proclami dal tono urlato e brutto, come ciò che enuncia la Meloni e ciò che vorrebbe dire di simpatico il ministro , tanto pacato , ma tanto poco vendibile all' estero , il tutto mentre cifre e conti fanno venire i brividi a 3,1 volts!

Molto, molto male è uscita. Altrettanto di come farebbe bella figura ad uscire lui di scena.

Grande e giustissima riflessione

Quando si pensa di aver sentito tutto ormai

Le parole, non vengono a caso. Tajani è davvero imperdonabile.

Semplicemente sconvolgente

Parlaci di Bonaccini anche dalla sua bocca era veritas

Tajani sta alla politica come Leopoldo Mastelloni sta alla fica

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Non so  se gli incendi che da ore stanno divorando le nostre colline siano di origine dolosa o l’ennesima, tragica conseguenza della siccità e delle temperature record di questi giorni.

L’incessante sorvolo dei Canadair, che da ore solcano il cielo sopra Latina, dà da sola la misura della devastazione in corso. Ogni passaggio è un segnale di quanto la situazione sia grave, di quanto lavoro e quante risorse si stiano impiegando per contenere un fronte del fuoco che non accenna a fermarsi.

La mia solidarietà va a tutta la cittadinanza, in particolare a chi vive vicino alle zone colpite e sta vivendo ore di ansia e preoccupazione per la propria casa, i propri terreni, i propri affetti. 

E un ringraziamento sincero a Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari ed equipaggi aerei che in queste ore stanno rischiando in prima persona per proteggere il nostro territorio.

(ph Vigili del Fuoco Latina)

Non so se gli incendi che da ore stanno divorando le nostre colline siano di origine dolosa o l’ennesima, tragica conseguenza della siccità e delle temperature record di questi giorni.

L’incessante sorvolo dei Canadair, che da ore solcano il cielo sopra Latina, dà da sola la misura della devastazione in corso. Ogni passaggio è un segnale di quanto la situazione sia grave, di quanto lavoro e quante risorse si stiano impiegando per contenere un fronte del fuoco che non accenna a fermarsi.

La mia solidarietà va a tutta la cittadinanza, in particolare a chi vive vicino alle zone colpite e sta vivendo ore di ansia e preoccupazione per la propria casa, i propri terreni, i propri affetti.

E un ringraziamento sincero a Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari ed equipaggi aerei che in queste ore stanno rischiando in prima persona per proteggere il nostro territorio.

(ph Vigili del Fuoco Latina)
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Ci ha lasciati Francesco Guccini. 

Non è stato solo un cantautore. 

È stato un narratore che ha messo in rima la filosofia e l’osteria, Kant e il dialetto emiliano, la Resistenza di suo padre e la nostalgia di un mondo contadino che scompariva. 

Umberto Eco lo chiamava il più colto dei cantautori italiani, capace del coraggio, diceva, di far rimare “amare” con “Schopenhauer”. 

Ma Guccini non cercava mai l’effetto: cercava la verità, anche quando era scomoda, anche quando faceva male.

Ha cantato gli amici perduti in “Auschwitz”, la rabbia sociale ne “La locomotiva”, il dubbio e la fede in “Dio è morto”. 

Ha scritto della vecchiaia guardandola dritta negli occhi, senza sconti e senza paura, molto prima di doverla vivere lui stesso. 

Le sue canzoni sono finite nei libri di scuola come poesia, perché di poesia si trattava, anche quando si travestiva da canzone popolare.

Negli ultimi anni si era ritirato, lontano dai palchi, tra i suoi libri e le sue montagne. Ma le sue parole non hanno mai smesso di essere cantate, sottovoce o a squarciagola, nelle case, nelle piazze, nelle aule.

Grazie di tutto Maestrone. 🌹

Ci ha lasciati Francesco Guccini.

Non è stato solo un cantautore.

È stato un narratore che ha messo in rima la filosofia e l’osteria, Kant e il dialetto emiliano, la Resistenza di suo padre e la nostalgia di un mondo contadino che scompariva.

Umberto Eco lo chiamava il più colto dei cantautori italiani, capace del coraggio, diceva, di far rimare “amare” con “Schopenhauer”.

Ma Guccini non cercava mai l’effetto: cercava la verità, anche quando era scomoda, anche quando faceva male.

Ha cantato gli amici perduti in “Auschwitz”, la rabbia sociale ne “La locomotiva”, il dubbio e la fede in “Dio è morto”.

Ha scritto della vecchiaia guardandola dritta negli occhi, senza sconti e senza paura, molto prima di doverla vivere lui stesso.

Le sue canzoni sono finite nei libri di scuola come poesia, perché di poesia si trattava, anche quando si travestiva da canzone popolare.

Negli ultimi anni si era ritirato, lontano dai palchi, tra i suoi libri e le sue montagne. Ma le sue parole non hanno mai smesso di essere cantate, sottovoce o a squarciagola, nelle case, nelle piazze, nelle aule.

Grazie di tutto Maestrone. 🌹
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